Il noce arriva con una direzione. Le fibre suggeriscono un taglio, la venatura suggerisce una superficie. Prima di tracciare una linea, occorre osservare. Il progetto comincia da questa attenzione.
La curva come principio.
Arco nasce da un gesto semplice: appoggiare il braccio, lasciar cadere le spalle, trovare una posizione naturale. Il suo profilo continuo traduce quel gesto in una struttura. Non c’è una linea che non abbia una ragione.
La lavorazione procede per sottrazione. Una superficie viene sagomata, verificata al tatto, poi levigata. La mano riconosce ciò che l’occhio non vede: una transizione troppo netta, un bordo che chiede ancora un passaggio.
La precisione è una sensibilità.
Il disegno stabilisce le proporzioni. La manifattura dà loro vita. È nell’incontro tra queste due dimensioni che una sedia smette di essere una somma di componenti e diventa un oggetto con una propria presenza.
Per ORVETA, il saper fare è un modo di pensare. Una relazione paziente con la materia, da portare negli spazi di ogni giorno.
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